Quelli che… al Maggiociondolo

Il lavoro di “hospitalero” non è per niente un lavoro.

A questo pensavo l’altra sera mentre contemplavo le evoluzioni delle nuvole al tramonto, dopo che per tutto il giorno il cielo si è divertito a lusingarci con promesse di pioggia che qui, perlomeno, non si è vista.

Accogliere ed ospitare al Maggiociondolo genti diverse è un’esperienza di socializzazione unica che porta a condividere, seppur per un breve tratto del nostro cammino, emozionanti esperienze di vita che spesso non si esauriscono nei pochi giorni trascorsi insieme, ma continuano al di là del tempo e delle distanze nei pensieri, nelle sintonie o nei racconti di chi, di tanto in tanto, ancora mantiene acceso quel contatto iniziale.

Capita così di ricevere delle mail che ti toccano profondamente e che ti fanno pensare con gratitunine a questo mestiere, che mestiere non è. Come questa, esilarante e sincera, di Jenny.

Eccomi qua, Marco, ciao!

Siamo tornati questa notte alle 3. Nanna poca per circa 4 ore, poi alle 7.30 è cominciata la dura esperienza del ritorno: bel temporale mattutino che mi ha creato pozze dalle finestre (chiuse) nella cucina e nella camera delle bimbe. Nervosa perché mi serviva l’aiuto di frate Sole per asciugare una caterva infinita di lavatrici in programma, ma…dopo un primo lavaggio ok, al secondo forzo la mano, consapevole di un azzardo e carico nel cestello della poverina 4 paia di scarpe da ginnastica, 4 paia di ciabatte e una borsa da spiaggia; a non molto dalla fine l’elettrodomestico più amato dalla sottoscritta, che è stata tarata per carichi non superiori ai 4 Kg (forse anche per ingombri limitati!), geme e sussulta, l’oblò ondeggia come per aprirsi e si diffonde puzza di gomma…”Marco (il marito – ndr) vieni a vedere cosa fa la lavatrice!”. Mi suggerisce di spegnere la macchina infernale, ma a pochi minuti dalla fine non se ne parla proprio per me, così brillantemente, pigiando l’oblò perché continui a stare nella sua sede, mi indica di aumentare il numero di giri fino a 1000!!! La centrifuga scricchiolante è conclusa e mentre la guardiamo a una distanza tale da praticarle la respirazione bocca a bocca, decide di far esplodere la sua apertura sul mondo: un bello schianto di oblò, con una profusione di schegge vitree dentro e fuori di sé. Risultato mai visto nel genere umano, ma chiedete a Jenny e vi fornirà esperienze vissute che hanno del surreale e paradossale insieme.

Dopo una bella ora e mezza passata ad aspirare schegge, ho realizzato che avevo fatto proprio un bel macello. Stasera sono a lutto e domani mi toccherà portare alla lavatrice a gettoni un vagone di roba, che, se va bene, ci starò da mane a sera a lavandare…ergo visionare un nuovo marchingegno funzionante per rimpiazzare la defunta, che non ha avuto modo di festeggiare 7 anni.

Oltre alla stanchezza del viaggio e della sistemazione non conclusa dell’equipaggiamento vacanziero, impera quel bel sentirsi infinitamente combinaguai! Quante persone conosci che fanno esplodere lavatrici? Finora non avevo avuto il piacere di imbattermi in cotanta potenza da terminator…

Jenny

Quando ho chiesto il permesso a Jenny di pubblicare la sua tragica e allo stesso tempo comica (almeno per chi legge) esperienza questa è stata la sua risposta: “…Ti dò il permesso! Sai perché? Perché ieri quel getto di parole in piena è stato catartico per me, come esorcizzare la condizione infelice del combinaguai patentato […] Poi mi è sembrato di tornare indietro nel tempo, quando facevo un corso di scrittura creativa con dei ragazzi ciechi a Torino…quante risate! Loro ridevano della cecità e con la cecità, con una maestria invidiabile: ironizzare su se stessi è bello, è divertente, soprattutto aggiusta il tiro sui drammi reali della vita, che per intenderci non saranno certo le esplosioni di un oblò! Il riso fa buon sangue: speriamo prenda a tutti quelli che leggeranno la ridarola e poi vadano a donare un po’ della loro linfa vitale!

Allora, è o non è un “mestiere-non mestiere” fantastico?

PS

Cercando in internet un’immagine che potesse sintetizzare la disavventura di Jenny mi sono imbattuto in migliaia di immagini di lavatrici esplose, oblò compreso (come testimonia la foto qui sotto). Insomma, cara Jenny, pare che nelle tue fantozziane vicende tu sia in ottima compagnia!

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