Quelli che… al Maggiociondolo

Il lavoro di “hospitalero” non è per niente un lavoro.

A questo pensavo l’altra sera mentre contemplavo le evoluzioni delle nuvole al tramonto, dopo che per tutto il giorno il cielo si è divertito a lusingarci con promesse di pioggia che qui, perlomeno, non si è vista.

Accogliere ed ospitare al Maggiociondolo genti diverse è un’esperienza di socializzazione unica che porta a condividere, seppur per un breve tratto del nostro cammino, emozionanti esperienze di vita che spesso non si esauriscono nei pochi giorni trascorsi insieme, ma continuano al di là del tempo e delle distanze nei pensieri, nelle sintonie o nei racconti di chi, di tanto in tanto, ancora mantiene acceso quel contatto iniziale.

Capita così di ricevere delle mail che ti toccano profondamente e che ti fanno pensare con gratitunine a questo mestiere, che mestiere non è. Come questa, esilarante e sincera, di Jenny.

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